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Mandorle dal campo alla tavola, come conservarle bene e più a lungo

Mandorle dal campo alla tavola, come conservarle bene e più a lungo

La qualità delle mandorle è influenza dall’ambiente presente durante la distribuzione, la lavorazione, l’immagazzinamento e il confezionamento. Infatti, ogni fase di vita della mandorla, dalla coltura alla tavola dei consumatori, ha bisogno di specifiche caratteristiche per mantenersi bene e a lungo nel tempo.

Per queste ragioni noi di Alfrus ci assicuriamo personalmente ed in modo minuzioso che le caratteristiche qualitative della mandorla non siano mai perse. Per consegnare alle industrie alimentare il miglior prodotto sul mercato.

Come ci riusciamo?

Impegnandoci ad attuare, in sinergia con i partner dell’intera filiera, metodi di lavoro che tengono conto degli standard per il controllo della qualità e della sicurezza alimentare.

Ogni passaggio, dal campo allo stabilimento di lavorazione e fino all’arrivo ai nostri clienti, deve avvenire in ambiente e in condizioni protette, per preservare il prezioso prodotto.

La mandorla solo così può conservare inalterate le sue caratteristiche di aspetto estetico, sapore, consistenza e proprietà nutritive.

Per preservare queste qualità ci impegniamo a tenere sotto controllo due fattori principali:
1. Temperatura
2. Umidità

Le buone pratiche riguardano attivamente tutti quindi gli attori della filiera. E partono quindi dai coltivatori. Non a caso ci affidiamo solo a fornitori selezionati e certificati e con audit in loco controlliamo il rispetto di tutte le condizioni necessarie a garantire la qualità della materia prima.

Le mandorle, dopo essere state raccolte, vengono quindi tenute in ambienti freschi e asciutti, rispettando alcuni parametri guida importantissimi:

– Temperatura dell’ambiente non superiore ai 12° C e con umidità relativa al di sotto del 65%
– Umidità delle mandorle mantenuta al 6%
– Evitare l’esposizione del prodotto a odori forti e alla luce diretta del sole
– Proteggere da insetti o contatto con altri animali
– Effettuare una rotazione delle giacenze.

Gli accorgimenti da attuare sono in ogni caso differenti se siamo davanti ad una mandorla al naturale o lavorata (pelata, tostata, tagliata, a granelli, ecc.).

Studi scientifici hanno dimostrato infatti che la lavorazione può ridurre la durata delle mandorle. Il taglio o anche solo la spellatura aumenta in generale l’area di superficie esposta e avviano il processo ossidativo, che può ridurre la durata del prodotto. Invece, il processo di tostatura sottopone la mandorla ad uno stress termico anch’esso capace di influire sulla sua durata.

Per questo, proteggiamo i prodotti lavorati utilizzando confezioni che creano un effetto barriera. Grazie al confezionamento sottovuoto o in atmosfera modificata con Ozoto (n2), la mandorla è preservata nella sua qualità originaria e si ottimizza anche la durata fino a 12 mesi.

Le mandorle naturali intere, invece, in cui quindi non c’è stato alcun intervento di lavorazione o trasformazione, se conservate in luogo freddo (non oltre i 5°C ed entro il 65% di umidità) possono avere una durata anche di 2 anni, senza perdita significativa di qualità. Viceversa, alle condizioni consigliate di una temperatura entro i 12° e il 65% di umidità, la qualità è garantita per 12 mesi.

Per avere mandorle buone e sicure per più tempo serve professionalità e profonda conoscenza del prodotto. La qualità firmata Alfrus parte dal campo e arriva davvero in ogni parte del mondo.

28 Febbraio 2022